


Ci sono storie che ancora prima di metterle su carta sembrano già scritte. Quando leggi che un bambino è cresciuto nel negozio della nonna, dove giocava coi tessuti, inevitabile pensare che da grande quel bambino abbia provato a diventare un designer. Nel caso del marchigiano Andrea Pompilio, quel ragazzino non solo ha sentito il richiamo della moda, facendone una professione, ma è diventato uno degli astri nascenti dello stile Made in Italy, uno di quei nomi del tanto atteso e sospirato ricambio generazionale nel fashion system del nostro Paese. Classe 1973, Pompilio nei geni ha la creatività di famiglia, il papà è architetto, la mamma appassionata di pittura, e comprende presto quale vuole essere il suo percorso. Si diploma in fashion design all’Istituto d’Arte di Pesaro e, come gran parte dei giovani che vogliano specializzarsi, una tappa milanese, che per Pompilio coincide con un master all’Istituto Marangoni, è d’obbligo. Poi il designer prende il volo verso collaborazioni importanti, nomi che a trovarli in un curriculum tutti insieme fan girare la testa e ben comprendere la cifra qualitativa del personaggio: Alessandro dell’Acqua, Prada, Calvin Klein e Yves Saint Laurent. Esperienze che modellano il gusto dello stilista, ne iniziano a preparare la strada e a caratterizzarne il lavoro, dove il rigore della sartorialità può incontrare uno stile più rilassato, che gioca a mescolare i riferimenti, la tradizione che si amalgama con un’attitudine urbana, ma anche con uno spirito bohemien. L’esordio con una linea propria è nel gennaio 2010, si parte con una collezione maschile, quella per la stagione a/i 2010-2011, e gli addetti ai lavori subito prendono nota del nome, tanto che quando si presenta all’edizione di giugno 2011 del prestigioso concorso “Who’s on next?” sponsorizzato da Vogue e da Pitti Immagine Uomo, per le collezioni maschili, la vince. Che Pompilio inizi a piacere è chiarissimo quando alla successiva presentazione uomo la stampa internazionale arriva in massa. Il sottoscritto incrocia Scott Schuman, il noto fondatore di The Sartorialist, che esce estasiato dalla visione della collezione, incensando il designer. E questo non stupisce, perché il guardaroba pensato dal designer sembra modellato su una wish list dell’uomo contemporaneo. Per la p/e 2013 le maglie a righe oversize da indossare a strati, i bermuda comodi, anche in pelle, il giacchino doppiopetto color senape, le stampe tappezzeria per il completo da indossare spezzato, i mocassini ai piedi delineano uno stile a metà fra il mod e il preppy, diventando dei must-have desiderabili non solo dalle fashion victim, ma dai tutti quei ragazzi che sono attenti al proprio look. Pompilio sembra interpretare i desideri di questa generazione, tratteggiarne il guardaroba con facilità, forse perché è la sua generazione e pensa a cosa vorrebbe indossare lui, fatto è che la sua sfilata, sempre nell’ambito di Pitti di cui è guest designer, a giugno 2012 è un successo, e ne scrive bene anche Matthew Schneier, critico di style.com, solitamente parco di complimenti. Oggi quella di Pompilio è una realtà importante che si conferma stagione dopo stagione, tutti i capi del designer sono prodotti in Italia, realizzati in laboratori fra le Marche, la Campania, la Toscana, quindi figli di un know how nel settore che depone a favore di un’alta qualità, mentre la distribuzione arriva in tutti i continenti, comprendendo negozi multi brand di culto come Luisa Via Roma a Firenze, Boon The Shop a Seoul, Hankyu a Tokyo, Jeffrey a New York. All’ultimo Pitti accanto all’uomo una capsule collection dedicata alla donna apre nuovi orizzonti per il designer. Su una moto vintage sembra sfrecciare verso mille avventure cittadine una giovane coppia affiatata, il lui di Pompilio, che indossa dry jeans larghi, una camicia a scacchi colorata, una felpa con una pin-up anni Cinquanta, magari con un peacoat giallo per proteggersi dal fresco serale, mentre lei è una figura forte e indipendente, che indossa una giacca rosa, sotto a un cappotto a larghi check, bordato di pelliccia a righe, pantaloni comodi e un foulard con le frange. E domani? La storia è ancora da scrivere, ma attendiamo con una certa curiosità, sicuri che Andrea Pompilio saprà ancora elettrizzare i nostri animi di fashion addicted per molto tempo ancora. PHOTOGRAPHY BY CRISTINA CAPUCCI TEXT BY GIUSEPPE CECCARELLI MODELS: ARTHUR JACQUIER AT ELITE MILANO, TAYLOR COWAN AT INDEPENDENT MEN MILANO & JOEL AT 2MORROW MODELS MILANO ALL MODELS WEAR ANDREA POMPILIO
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